mercoledì 30 giugno 2010
l'ingestibilità della civiltà
non c'è talento, non c'è scienza che possa salvaguardarti. è solo questione di fortuna.
devi sperare che quelle mani siano forti, siano sicure, siano di un adulto. se metti la tua vita nelle mani di un bambino è molto probabile che la faccia cadere.
fortunatamente io non sono di cristallo, sono sfortunata, ma non di cristallo. chiedergli di essere cauto è stato come chiedere a un cieco di stare attento agli spigoli. impossibile per definizione. ci vuole talento a saper campare. non è suffuciente esistere, è essenziale il sapersi muovere. è evidente che a queste condizioni è impossibile mantenere un rapporto civile. impossibile pretendere civiltà da chi non sa gestire la realtà nè sa sbagliare. ci vuole tatto anche a sbagliare.
neanche una lacrima. finalmente svuotata. nauseata, ma svuotata.
ieri era 29. non era necessario ufficializzare questo "impegno" proprio di 29.
martedì 29 giugno 2010
non si muore tutte le mattine
il fiato mi si è fermato per alcuni secondi, il cuore ha fatto zac. l'ho sentito. ha fatto proprio così...zac!
si è spazzato un altro pezzettino.
ma forse era l'ultimo. anzi no, il penultimo.
l'ultimissimo sarà di persona. sarà quando vedrò questra scena in 3d. quando sentirò la voce, quando sentirò l'odore di tutta questa cosa. quando vedrò che è vero. non sono pazza, lo so che lo è così. ma gli occhi tacciono se il cuore non regge. ripetutamente tornavo su quel profilo in questi mesi. volevo vedere. dovevo vedere, intrappolata nella mia coazione autolesionistica. volevo guardare in faccia la sua nuova metà.
ora è tutto più vero. parole chiare, foto chiare, ora è tutto vero.
è tutto veramente finito.
tiro quasi un sospiro di sollievo. non si può morire tutte le mattine. lui ancora non sa che vuol dire perdermi veramentre. quando scoprirà cosa significa che io sia di un altro, capirà. per dieci anni una cosa. un anno di un cordone che non riusciva a spezzarsi. pensavo che il motivo fosse il destino, ora comprendo che il motivo era solo l'incapacità di dire basta.
quando sarò di un altro capirà il male che provo. possesso mi dicono. ovviamente! rispondo. ci appartenevamo. al di là delle definizioni.
lo so che non si muore tutte le mattine. me lo ripeto tutte le mattine.
lo so che mi sveglierò un giorno e tutto sarà un ricordo.
mi dispiace che sia riuscito a sporcare tutto.
non era necessario calpestare tutto così.
ma, d'altronde, non è mai riuscito a gestirmi...nel bene e nel male.
ancora una volta, punto e a capo.
inciampando in vecchi pensieri di pensieri che non mi pensano più
La vita è un paradosso, ma lo è davvero? Le contraddizioni dentro e fuori di noi sono davvero una forma di dissonanza o solo un altro modo di chiamare l’armonia in un linguaggio ancora scoprire, un linguaggio ancora da imparare, un linguaggio di cui siamo stati privati,
Viviamo in un mondo sbagliato, ma non deve essere per forza così. Puoi essere un accademico ed arrivare a questa conclusione leggendo libri o puoi avere questa illuminazione ribelle svegliandoti nel tuo vomito.
In un modo o nell’altro non puoi perdere, senza inferno non c’è paradiso, senza buio non c’è luce.
A.K. (Eugene Hutz; Sacro e Profano)
lunedì 28 giugno 2010
vocabodaria
aspettarsi: orientarsi nell'attesa proattiva di essere quello che si vuole diventare.
diventarsi: individuare un diverso atteggiamento dell'essere
essere: stare in sè, definitamente in tutte le versioni possibili.
domenica 27 giugno 2010
paralipomeni di una ripresa
Sei diventato una persona così colta e raffinata che non ti sorprendi più di niente? Trai le tue conclusioni da ogni nuova esperienza confrontandola con il tuo passato? Spero di no. Mi auguro che tu sia pronto a diventare un esploratore dagli occhi aperti, le braccia spalancate e il cuore indomito. Spero che inviterai la vita a sbalordirti. Nei prossimi giorni, l’atteggiamento migliore da assumere è quello di una vergine che prevede un futuro interessante. Se ti libererai di tutte le aspettative superate e le complicazioni irrilevanti, ti pioveranno addosso più benedizioni di quante tu ne possa immaginare.
ecco cosa scrive l'oroscopo dell'internazionale. non ci ha mai preso, ma stavolta gli credo perchè la vita riesce ad essere più creativa di me. il peggio veniva dall'intolleranza all'ambiguità. senza ambiguità non c'è intolleranza, c'è ricostruire e quello mi riesce bene. niente sospesi, niente attese, niente fraintendimenti. le definizioni portano con sè conseguenti definizioni. nella flessibilità ed imponderabilità di quello che accade possiamo con un certo margine di autonomia decidere cosa far accadere. ora accade che il passato è stato restituito al passato. così il futuro può finalmente agirsi ed agirmi nella vita portandomi quello che realmente voglio. che non è qualcuno ma qualcosa che mi stia veramente bene addosso. che mi calzi a pennello senza necessitare di sartoria. quello che voglio è me all'ennessima potenza e qualcuno che ci si adatti per come è senza di me. e non per consunzione. non si insegue qualcosa che ti sa dietro, ma solo che ti sta avanti. il passato sta dietro ed ora mi è chiaro quanto sia infinitamente sciocco inseguirlo, soprattutto se aveva già dimostrato di non stare al passo con il futuro.
venerdì 25 giugno 2010
va bene così.
sono stata pigmalione e sono stata galatea. splendida occasione di provarmi in intensità.
mi piaccio un po' di più oggi e va bene tutto.
mi sono divertita ad essere anche quest'altra me.
a dargli tutto quello che potevo essere.
avevo sempre la risposta giusta, ora ho sempre la domanda sbagliata.
e mi vien da ridere.
sono umana, troppo umana.
ho troppo lavoro ho troppe responsabilità ho troppi pensieri ho troppo amore ho troppa indipendenza ho troppo. e non voglio un dito in meno.
ma resto umana, troppo umana, da piangere quando non ce la faccio più.
per svegliarmi poi con un sorriso
e farcela lo stesso.
martedì 22 giugno 2010
troppo rumore per nulla
tanto rumore nella testa per un nulla che da dentro sembrava un gigante. temo fosse solo l'ombra nella grotta. maledetta mente mia, di nuovo vuota.
ho commesso di nuovo l'errore di orfeo e ne pago le conseguenze.
un passo avanti e mille indietro. sono esausta.
domenica 20 giugno 2010
col fiato sospeso
chiudere gli occhi e crederci.
credere che tutto andrà come deve andare.
come quando poco prima di soffiare sulle candeline, esprimi il tuo desierio.
devi crederci che tutto andrà bene perchè vada tutto bene.
"il vincitore a volte è un sognatore che non ha mai smesso di crederci" (j.morrison)
sabato 5 giugno 2010
fragili equilibri
i pensieri si affollano confusi, non ne ho uno mio. li ho tutti. tutti ed il loro contrario. penso a quello che sento in questo momento. poco oltre una gran confusione ed il mal di testa offerto dal vino che perde il suo effetto offuscante. ho pensieri. ho tanti pensieri. sono senza pelle e mi tocca tutto molto in questo periodo, ma vedo con estrema lucidità il valore di ogni cosa che accade. di questi travagliati mesi - quando passeranno - resterà la sensazione forte di uno stato di costante alterazione emotiva. resterà la rete che ho senza la quale mi sarei rotta la testa. l'esserci dei miei angeli custodi mi ha permesso di sentirmi forte anche quando sono stata e sono lontana dall'esserlo realmente. notte lunga. lunga notte che, come tutte le altre, passerà.
giovedì 3 giugno 2010
la latenza
la vedo me che mi guarda sconvolta e mi riporta alla ragione.
le sono piaciuta, si è divertita ed ora si è ripresa il controllo.
cautamente - so bene che cammino sulle mine - ma la vedo.
mi vedo lì ad aspettarmi ridendo.
e rido pure nel frattempo, mentre arrivo a me.
e ora ci voglio essere solo io,
io ed il mio piccolo beauty case da geisha che tanto mi dona.