in una sadica coalizione con la mia attuale catastrofica situazione sentimentale si sono trasferite nel mio tugurio una serie di volatili rumorosi e nottambuli che hanno deciso di riempire le mie già di per sé complesse ore notturne con orge chiassose. tutto avviene precisamente tra il mio orecchio ed il mio comodino. in questo modo, se avvertendo il ronzio irrispettoso io provassi a prendere l’aggeggio che saggiamente la precedente inquilina mi aveva lasciato in eredità e che avevo inizialmente scambiato per un battipanni (non si commenta la mia inattitudine agli artefatti domestici), dicevo, se io provassi a salvarmi dalla vuvusela ciociara con la minacciosa, quanto inutile, arma di difesa, scoprendo incautamente lembi di pelle, precedentemente incartati sotto un pesantissimo piumone (inopportuno in piena estate quanto carino, da calcare ancora le scene del tugurio che confida nel suo charme per dare all’ambiente un tono un po’ chic) verrei bombardata per il buffet del notturno party delle mie coinquiline estive. con tutta l’aggressività che solo una donna molto ferita in amore sa riversare su questioni assolutamente irrilevanti, con la tenacia di una crociata irrinunciabile, tornando da lavoro ho selezionato il più fornito supermercato della zona, con sguardo assassino ho chiesto al commesso di indicarmi l’area degli insetticidi e ho passato oltre venti minuti davanti uno scaffale pieno di tutte le più violente armi di distruzioni di massa per volatili sotto il millimetro. una scena raccapricciante. ogni confezione descriveva un modo diverso per uccidere questi nemici pubblici: dal soffocamento al disgusto alle scariche elettriche e che so io. i disegni aberranti di zanzare con facce peraltro simpatiche ed allucinate riprodotte nell’istante del loro incontro con la morte per asfissia non ha incrinato minimamente la mia missione di vendetta. dimentica della mia natura animalista, ho letto tutte le confezioni e selezionato quella che per 40 giorni mi avrebbe garantito violenza e salvato il sonno. non contenta, ho comprato anche una candela alla citronella che con il suo aspetto romantico avrebbe dovuto riempire di aroma l’ambiente contestualmente al piano di morte per le mie nemiche. ho inserito il veleno ed acceso la candela. sono ore che attendo la mia vendetta, ma nell’economia della sfiga cosmica da cui sono attanagliata in questo momento di compromessa autostima, il mio piano si è rivelato, per il momento, fallimentare. da sola forse capirò che avere accanto la paletta non le dissuade dal succhiarmi l’anima e ronzarmi sfacciatamente attorno senza che io riesca nemmeno ad individuarle. le sento nelle orecchie, mi compaiono le bolle come prova provata del loro fagocitarmi, ma non riesco a fare nulla. forse se non si muore per amore si muore di follia nel riversare la propria ossessione verso crociate assurde come la mia con le coinquiline. d’altronde, quelle rare occasioni in cui stasera mi sono trovata a tu per tu con una di loro non ho avuto il coraggio di ucciderla. ho pensato che dividevamo un appartamento discutibilmente affascinante, che forse anche la loro vita girava uno schifo in questo momento e che un po’ di compagnia, in questo periodo, non mi dispiaceva affatto. che forse mi avevano sentito urlare e piangere e magari il loro ronzio era la strategia concordata per non farmi ascoltare i miei pensieri. ho pensato anche che volevano solo starmi vicino e farmi distrarre. mentre pensavo questi pensieri e la faccia da viola e tesa mi diventava rosa e semicommossa, lei si è allontanata improvvisamente e senza il minimo rispetto…qualche altra stronza mi ha mozzicato!
e così stanotte si preannuncia un'altra vuvusela, quella del mio pensiero ossessivo che disturba il ronzio notturno degli insetti del tugurio di viale bonomi.
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